Berlino e le tante realtà scolastiche alternative. Un esempio di Freie Schule.

Berlino e le tante realtà scolastiche alternative. Un esempio di Freie Schule.
Photo Credit To klimkin

A Berlino circa ventisettemila tra bambini e adolescenti frequentano una scuola “indipendente”. In tedesco il termine “Freie Schule” (letteralmente scuola libera) si riferisce a quegli istituti scolastici che hanno scelto un ordinamento didattico e un concetto pedagogico alternativi. Si tratta di scuole private riconosciute, ma non statali, in parte finanziate dalla Città-Stato di Berlino, in parte dalle famiglie degli alunni. Dal loro sito si legge che “rappresentano l’espressione del multiculturalismo della nostra società… e sono spesso laboratorio di innovazioni pedagogiche”. (http://www.freie-schulen-berlin.de/)

Delle scuole indipendenti fanno parte quelle con un indirizzo religioso definito, come le evangeliche, le cattoliche e le ebraiche, le Waldorfschulen, anch’esse basate su un concetto pedagogico “diverso” (le nostre scuole steineriane, da Rudolf Steiner, presenti in diverse città italiane, sebbene in numero molto inferiore rispetto alla Germania), e poi tutta una serie di istituti alternativi che si definiscono proprio con il termine “Freie Schulen” e che sono sparsi in tutto il territorio berlinese. Tra esse una delle più rinomate è la scuola elementare “Freie Schule Kreuzberg”, situata appunto nel cuore di Kreuzberg, storico quartiere popolare, anarchico e multietnico della ex Berlino Ovest, oggi diventato molto di moda, soggetto ad un evidente processo di “gentrificazione” che lo ha trasformato in una zona ambita, di pregio e conseguentemente piuttosto cara. Ho avuto la possibilità di intervistare un genitore con ha una figlia che frequenta l’istituto. Ci incontriamo di mattina in un bar lì vicino. Non è prestissimo, sono le nove e trenta, e vi sono ancora bambini soli o accompagnati che entrano a scuola. Già questo mi stupisce, e mi viene istintivo pensare ai miei di figli che invece si alzano alle sei e mezza ogni mattina per stare a scuola prima delle otto. Davanti a un cappuccino e un cornetto il giovane padre risponde alle mie domande con molta gentilezza e disponibilità. Mi conferma subito quel poco che già so: l’istituto frequentato da sua figlia è una scuola paritaria, privata, con un sistema pedagogico alternativo. Mi spiega anche che le diverse “Freie Schulen” berlinesi non sono tutte uguali: ognuna di esse ha una sua specificità.

– Come viene finanziata la scuola di tua figlia?

Dalle famiglie, con una retta mensile adeguata al reddito. Si va da zero a un massimo di centoventi-centotrenta euro al mese. Non è una scuola elitaria. I genitori fanno parte del “Vorstand”(consiglio d’amministrazione). Inoltre vi sono sconti per chi ha più figli che frequentano l’istituto. La partecipazione attiva dei genitori è fondamentale per il buon funzionamento della scuola. Ai genitori si richiede impegno. Sono invitati a crescere assieme ai figli, sono parte integrante del processo di crescita.

– Che cosa devono fare i genitori esattamente?

Ognuno di noi, e intendo ognuno di noi, quindi nel nostro caso sia io che mia moglie, ha due ore al mese di “Elternarbeit” (Eltern: genitori, Arbeit: lavoro). Sono ore dedicate ad attività diverse, che vanno dall’aiuto in biblioteca alla manutenzione, alla copertura delle due ore pomeridiane il giovedì pomeriggio, unico giorno della settimana in cui le lezioni finiscono prima.

– Si tratta di una scuola a tempo pieno?

Sì. Dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.00

– E che tipo di programma scolastico viene offerto?

Non esiste l’obbligo di portare a termine i curricula scolastici annuali definiti dalla città di Berlino. Il programma ministeriale viene considerato complessivamente nei sei anni delle elementari. Inoltre da noi viene attuato il cosiddetto “Jahrübergreifendes Programm”. Si tratta di un modello in cui alcune classi vengono riunite. Nella nostra scuola la prima, seconda e terza elementare formano una classe unica. La quarta, quinta e sesta ne formano un’altra. In tutto quindi nella scuola vi sono due classi. Ogni classe ha un intero piano a sua disposizione. In tutto vi sono solo 38 alunni, con circa 7 insegnanti: un insegnante ogni cinque-sei alunni.

– Un numero molto alto di docenti quindi. E qual è secondo il te il vantaggio di questo modello scolastico a classi riunite? Io so che era stato introdotto anni fa in tante scuole elementari in tutta la Germania, ma poi molte hanno fatto un passo indietro. Non si è rivelato così efficace…

Perché probabilmente non si trattava di un interscambio reale. Da noi invece questo scambio avviene veramente! Non ci sono anni scolastici, ma risultati da perseguire. Non esiste il concetto di ripetere un anno. A volte succede che chi non si sente pronto per la scuola superiore decida di restare un anno in più. Ma non si tratta di una mera ripetizione punitiva di un anno scolastico. Ogni bambino è diverso dall’altro, e queste differenze e peculiarità individuali vengono prese realmente in considerazione da noi, non si tratta solo di belle parole. Vi sono, per esempio, alunni con un livello di matematica basso per la loro età, ma altissimo, da scuola superiore, in altre materie, come arte o scienze per esempio. O viceversa. C’è molta più varietà e la velocità di apprendimento è individuale. Esiste un tema ogni tre-quattro mesi. Questo tema viene studiato ed analizzato in tutte le direzioni e sfaccettature. Per esempio, ultimamente hanno avuto come tema gli Egizi, e hanno studiato anche i geroglifici, la matematica e la geometria di quel popolo. Un apprendimento diversificato e totale, tipo mappa concettuale.

– E finito il loro percorso scolastico qui, cosa devono fare per essere ammessi alle scuole superiori? Vi è anche qui una sorta di “Gymnasiale Empfehlung? La vostra scuola dà una valutazione e indirizza l’alunno in un determinato tipo di scuola superiore come avviene nelle scuole elementari statali?

No, non esiste nessuna “Gymnasiale Empfehlung” da noi. Trattandosi di scuole con un programma e un sistema pedagogico particolari, dopo le elementari per essere ammessi alle Scuole Superiori gli alunni devono superare un test di ammissione. Da noi lo superano quasi tutti e la maggioranza degli alunni viene ammessa al Ginnasio.

– Molto interessante. E nella pratica…descrivimi una settimana tipo. Cosa fanno i bambini esattamente durante la settimana?

Allora…Il lunedì, il martedì e il giovedì si parte con una lezione tradizionale. Normalmente tedesco o matematica. Una lezione da noi dura due ore. Quindi dalle 9.30 alle 11.30. La seconda lezione è dedicata a materie come inglese, arte, o storia. Poi si mangia. E abbiamo un cuoco che cucina per noi. Gli alunni devono aiutare ai tavoli a turno. Dopo pranzo iniziano le AG (“Arbeitsgemeinschaft”, ovvero attività o gruppi di lavoro extrascolastici pomeridiani), per esempio musica, teatro, fumetti, e ultimamente “grandezze e misure” in cui si va in giro per il quartiere a misurare tutto. Tutto questo fino alle ore 16. Il giovedì però le lezioni finiscono alle 14, e subentrano i genitori, a turno, a garantire l’assistenza ai bambini fino alle 16.  Il mercoledì è “Ausflugstag”, ossia è il giorno dedicato alle gite. Si esce da scuola. La classe 1-3 normalmente va nei parchi per giocare e sfogarsi, la classe 4-6 va a visitare musei in giro per Berlino. I bambini vivono molto attivamente la loro città e il loro quartiere, il loro “Kiez”. Per esempio partecipano al Carnevale delle Subculture di Kreuzberg, (un carnevale alternativo alla famosa parata del Carnevale delle Culture). Il venerdì infine è il giorno delle presentazioni. I bambini presentano i loro lavori su un tema, sotto forma di cartelloni. Li presentano al resto della classe.

– Di che tipo di argomenti si tratta?

Sono argomenti a scelta.

– E che succede se qualche bambino non lo presenta?

Se hanno preso un impegno lo mantengono. E per loro è una gioia. Lo fanno con gioia, senza timore. Il bambino da noi è invitato ad essere un bambino, non un adulto goffo. È un principio molto importante che viene preso in seria considerazione, così come la volontà di non lasciare nessun alunno indietro.

– Vengono dati compiti da fare a casa?

No, essendo una scuola a tempo pieno (Ganztagsschule) non esistono compiti a casa.
  

– E per quanto riguarda le valutazioni, vi sono i voti e le pagelle di fine anno?

Non vi sono voti. A fine anno viene consegnata una “Jahresbrief”, ossia una lettera annuale. È una valutazione molto carina: una lettera ai bambini in cui gli insegnanti raccontano cosa è stato fatto durante l’anno, che cosa hanno apportato alla loro crescita e alla crescita della scuola e che cosa avrebbero potuto ancora fare…


– E quali sono le norme di comportamento durante la lezione?

I nostri alunni non devono stare seduti al banco. Possono stare in piedi o seduti a terra per esempio. La lezione poi può essere di vari tipi, a seconda delle esigenze: a volte può esserci anche la lezione frontale tradizionale se il contesto in quel momento lo richiede. La Freie Schule di Tempelhof (altro quartiere della ex Berlino Ovest) invece ha un concetto ancora più estremo: lì gli insegnanti si attivano solo dietro stimolo e richiesta del bambino. Da noi no: gli insegnanti sono aperti ad ogni tipologia didattica. Dipende dalla situazione.

Grazie mille e in bocca al lupo!

Continueremo il nostro viaggio tra le scuole alternative berlinesi. Il prossimo capitolo sarà infatti dedicato alle Waldorfschulen.

Autore: Barbara Ricci

About The Author

Barbara Ricci

Mi chiamo Barbara, ho 44 anni, sono nata a Roma e frequento la Germania dal ' 98. Sono un' attrice. Ho lavorato sia in Italia che in Germania per diverse produzioni televisive.  Mi sono anche laureata in Lingue ( Francese e Inglese) alla III Università di Roma.  Ho due figli ( Niccolò di 14 e Sophia di 9) che frequentano entrambi scuole italo-tedesche. Mio marito è tedesco (attore anche lui) e insieme abbiamo vissuto prima a Monaco di Baviera, poi a Berlino dal 2005 al 2007, Roma, Colonia, e nel 2011 siano tornati a Berlino. Qui in Germania non ho solamente lavorato come attrice, ho anche saltuariamente esercitato altre professioni, soprattutto di intermediazione tra aziende tedesche e italiane e nell "Assistenza Clienti". Adoro Berlino, oramai fa parte di me, ma in tutti questi anni  ho sempre mantenuto  un legame solido e imprescindibile con la mia città natale, Roma, e con l' Italia.

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