Scuola tedesca e scuola italiana: che differenze ci sono?

Scuola tedesca e scuola italiana: che differenze ci sono?
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L’Italia e la Germania sono due paesi per certi versi davvero agli antipodi e il sistema scolastico è forse una delle cose su cui divergono di più. Per cominciare i voti in Germania vanno dall’uno al sei e il voto più alto corrisponde a uno, si va poi a scendere, due corrisponde a distinto, tre più che sufficiente, quattro la sufficienza,  infine cinque non sufficiente e sei gravemente insufficiente. Esistono anche voti intermedi, per esempio uno meno oppure tre più ma non risultano in pagella, sulle quali ci sono solo voti netti, come in Italia. Il sei in genere non si dà quasi mai, a meno che l’alunno non abbia scritto proprio nulla nel compito in classe o sia stato colto in flagrante a copiare. Quindi diversamente dall’Italia, si valuta la bravura dell’alunno non la sua non bravura, per quella praticamente si mette solo il cinque. Mentre in Italia i voti sotto la sufficienza indicano all’alunno quanto ancora gli manca per colmare le sue carenze. Negli ultimi due o tre anni prima della maturità ci sono altri voti, che corrispondono a un punteggio. In questo caso si possono avere da uno a quindici punti, il massimo si ottiene con quindici punti. Ciò rende la valutazione molto precisa e trasparente.

In Germania si va a scuola fino al compimento della maturità per dodici o tredici anni, dipende dal Land. I Land tedeschi dispongono di una grande autonomia in materia scolastica. Così per esempio a Francoforte si può ottenere la maturità dopo tredici anni di scuola, mentre a Berlino ne bastano dodici.

Le vacanze: in Germania si va a scuola più o meno due settimane in più rispetto all’Italia. Le vacanze sono distribuite in maniera diversa nell’arco dell’anno, probabilmente sia per questioni climatiche che per scelta. Ecco che in Germania ci sono solo sei settimane di vacanze in estate ma se ne hanno altre distribuite durante l’anno scolastico.

L’insegnante non viene chiamato dagli alunni maestro o professore, bensì con il suo cognome: Sig. e Sig.ra X per le insegnanti. Gli insegnanti danno naturalmente del tu agli alunni e gli alunni, a parte alle elementari, danno del lei agli insegnanti. Ma negli ultimi due o tre anni prima della maturità anche gli insegnanti danno del lei agli alunni. Beh si devono abituare al mondo degli adulti e forse a quello accademico che li attende. A proposito di Università, gli ultimi anni di scuola di un alunno sono molto importanti per lui e spesso anche per i suoi genitori. Il suo rendimento globale andrà ad incidere sul voto finale di maturità e molte facoltà universitarie, in particolare medicina, giurisprudenza, economia, essendo a numero chiuso, ammettono per primi naturalmente gli alunni con un miglior rendimento. Gli altri o si spostano in altre città per andare in altre Università o aspettano il loro turno, ma possono dover aspettare anche due o tre semestri. Tuttavia sono rari gli esami di ammissione per le facoltà a numero chiuso da dover superare come in Italia.

I tipi di scuola: in Germania ci sono moltissimi tipi di scuola, diciamo però che generalmente a seconda dei Land tutti vanno alle elementari più o meno dai quattro ai sei anni, quindi dalla prima alla quarta o sesta classe. Poi si va alle scuole secondarie e generalmente si possono prendere tre indirizzi diversi che corrispondono al rendimento degli alunni. Al Gymnasium ci vanno gli alunni con un buon rendimento scolastico, corrisponde ai nostri Licei e dà accesso all’Università. Mentre alla Hauptschule e alla Realschule ci vanno gli alunni con un rendimento scolastico un pochino più debole. La Hauptschule corrisponde alle nostre scuole professionali e ne esistono di diversi indirizzi a seconda delle professioni. La Realschule corrisponde invece ai nostri istituti tecnici, come per esempio ragioneria. Ci sono anche le Gesamtschulen dove i ragazzi possono scegliere dopo la decima classe che indirizzo prendere.

Alle elementari gli insegnanti danno un consiglio indicativo ai genitori dell’alunno sul tipo di scuola adatta al ragazzo per il proseguimento degli studi. In alcuni Land il consiglio e il giudizio finale sono addirittura vincolanti mentre in altri, come per esempio a Berlino, l’insegnante si limita a dare un consiglio non vincolante. Tuttavia gli alunni che iniziano il loro percorso nella Realschule, possono passare al Gymansium se il loro rendimento è buono.

Un’altra differenza interessante rispetto all’Italia è la possibilità data ai ragazzi fin dalle elementari di seguire dei corsi a scelta, per esempio una seconda o una terza lingua straniera, se il tipo di scuola è attenta a questo tipo di materie, oppure il latino o il greco antico, che in poche scuole sono ancora previsti. In alcune scuole si impara il turco o il polacco. Altre scuole possono essere più incentrate sulle materie scientifiche, vengono quindi offerti dei corsi specifici di informatica, fisica, biochimica. Inoltre alle superiori i ragazzi scelgono delle materie da seguire in maniera intensiva, cinque ore alla settimana.

Le interrogazioni: in Germania non ci sono interrogazioni e nelle numerose scuole dove si fa il tempo pieno, solitamente non si danno compiti a casa. Qui è previsto che i ragazzi svolgano i compiti a scuola. Tuttavia non essendoci le interrogazioni può forse venire un po’ a mancare lo stimolo allo studio a casa. In Germania vige una filosofia molto diversa da quella nostrana nell’apprendimento nozionistico e di conseguenza nell’insegnamento. Si studia molto di più la pratica e la messa in pratica, attraverso la riflessione e l’esperimento dei fenomeni scientifici e umanistici. Ad esempio la filosofia, la storia e la politica o l’economia si studiano in classe sulle fonti storiche prendendo la dichiarazione di un Presidente, o la campagna elettorale di un politico, oppure articoli, testi e testimonianze di uomini che hanno fatto la storia o sono stati o sono parte del pensiero filosofico antico e moderno. Per esempio del Medioevo si analizzano le condizioni dei contadini attraverso testimonianze prese da fonti storiche autentiche su come erano per esempio le loro abitazioni, in quanti vi abitavano, di che si nutrivano. Una volta analizzate queste fonti in classe c’è una sorta di riflessione su ciò che si è appreso. Il voto orale quindi è dato dalla partecipazione dell’alunno in classe, dai suoi interventi più o meno acuti e dal suo livello di attenzione e concentrazione. In tutte le materie c’è inoltre un’attenzione particolare a considerare gli interessi dell’alunno e il suo mondo. Ecco che alle elementari si insegna ad esempio come attraversare la strada, quali sono i segnali stradali per i pedoni, come avvengono i fenomeni atmosferici, la percezione del tempo, un concetto molto astratto per i bambini, il mangiare sano, controllare e definire le emozioni e gli stati d’animo, il concetto di natura con tutti i suoi abitanti animali a vegetali e il rispetto per l’ambiente. Materie come biologia o chimica si studiano nei laboratori che ci sono a scuola.

Tuttavia, a mio personale avviso, è un peccato che non essendoci le interrogazioni venga forse così a mancare un po’ lo stimolo allo studio. Ciò permette di acquisire un metodo di studio e di apprendimento, un organizzarsi da soli, quindi l’acquisizione di autonomia da parte dell’alunno, fa sì che si alleni la capacità di sintesi e di memoria e permette di approfondire la conoscenza. Sarebbe forse bello che l’Italia prendesse un pochino del sistema tedesco e allo stesso modo che la Germania prendesse un pochino del sistema italiano.

Autore: Lara Marchetti

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Lara Marchetti

Mi chiamo Lara, sono di Roma e frequento la Germania dal 2003, per via dell'Erasmus ma ci vivo più o meno dal 2008 per via di mio marito che ho conosciuto durante l'Erasmus. Sono insegnante. Mi sono laureata in Scienze politiche a Roma e in italiano per l'insegnamento a Francoforte. Dopo quattro anni nelle asettiche banche di Frankfurt ho fatto uno stacco di un anno di lavoro in Italia mentre la Germania mi faceva faticare ad inserirmi, poi sono ritornata per diventare insegnante. Come si dice l'amore fa muovere il mondo. Mio marito è tedesco e insieme abbiamo vissuto prima a Marburg, dove ci siamo conosciuti, poi a Francoforte e dal 2014 a Berlino. Ho sempre desiderato vivere questa città, siamo contenti della scelta che abbiamo fatto. Ma certo l'Italia è sempre l'Italia.

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