Orso d’Oro ad honorem per Michael Ballhaus. Grande emozione al Berlinale Palast.

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Momenti di grandissima emozione nella giornata di giovedì al palazzo della Berlinale. Michael Ballhaus riceve l’Orso d’Oro alla Carriera.

Ma procediamo con ordine.

Lo schermo del teatro si accende sul red carpet, e dall’auto lentamente esce Michael Ballhaus supportato dalla sua famiglia quasi al completo. La folla in delirio pronta ad accoglierlo all’esterno ed in sala il pubblico, palesemente emozionato, applaude. Lentamente la famiglia Ballhaus percorre il tappeto rosso e incontra il direttore del Festival Dieter Kosslick che da il suo benvenuto e li accoglie nell’atrio del Berlinale Palast. Come da rito, Michael autografa (al primo piano) la sua foto ed è pronto ad essere accolto in sala.

Il presentatore annuncia il suo nome, ed il pubblico, noi tutti, scattiamo in piedi in una lunga, emozionante standing ovation.

Michael Ballhaus nasce il 5 agosto del 1935, a Berlino e si afferma, lavorando tra Germania e Stati Uniti, come uno dei direttori della fotografia più talentuosi di sempre. Grazie alle sue tecniche innovative, al talento nel riprendere e fotografare gli attori da diverse prospettive fino ad allora mai sperimentate, alla capacità di far sentire ogni attore a proprio agio grazie alla precisione e al talento artistico dietro ogni lavoro.

130 film tra cui “Gangs of New York” – che è stato proiettato al Berlinale Palast dopo l’assegnazione del premio, Dracula di Bram Stoker, L’età dell’Innocenza, Wild Wild West; 3 candidature al Premio Oscar per la migliore fotografia, innumerevoli collaborazioni con registi di calibro mondiale tra cui: Martin Scorsese, Rainer Werner Fassbinder, Mike Nichols, Wolfgang Petersen.

Sul palco, Dieter Kosslick consegna l’Orso d’oro e Michael Ballhaus è invitato al microfono.

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Una voce rotta dell’emozione. I suoi grandi occhi stanchi ma sempre innamorati si imbevono di lacrime. Michael Ballhaus inizia col ringraziare tutti ma proprio tutti quelli che gli hanno dato l’opportunità di essere lì, su quel palco. La famiglia senza il cui supporto ed amore incondizionato, in questa spola tra la Germania e gli USA, non avrebbe potuto vivere serenamente, ed avere la tranquillità di coltivare il suo sogno, di far decollare la sua carriera. Ringrazia la prima moglie, venuta a mancare nel 2006, che ha messo da parte la sua personale realizzazione per poter aiutarlo nella sua. A lei un commosso, dolce saluto. Ringrazia tutti coloro che hanno creduto in lui e che gli hanno dato quell’opportunità che si è tramutata in successo e professionalità; ringrazia tutti noi presenti a salutarlo, ad acclamarlo, perché un film senza pubblico, non ha diritto di esistere come tale.

Ci confessa che da direttore della fotografia, non abituato ad essere al centro dell’obiettivo, bensì dall’altro lato, quasi nascosto dalle apparecchiature, parlare ad una platea di 2000 persone, lo spaventava a morte. Ma la vita è così, piena di sfide ed eccolo lì sul palco a raccontare aneddoti sulla sua carriera. Ci racconta di quando ha ricevuto la telefonata da Martin Scorsese e lui era in Portogallo, e per i successivi 3 giorni non è riuscito a dormire, tanta l’eccitazione e la paura dietro questa grande sfida. Ci  racconta di come fosse difficile in quei tempi il suo lavoro date le grandi dimensioni delle apparecchiature e il loro non essere così tecnologiche come quelle odierne. Ci racconta del lavoro con i figli e delle nomine all’Oscar. Umile ed emozionato, stringe con le sue mani quell’Orso d’Oro, con la stessa emozione con cui stringeva la camera da presa.

Il pubblico lo omaggia con innumerevoli standing ovation. Sullo schermo sono proiettati spezzoni di film che enfatizzano le sue tecniche innovative: ricordiamo quella della ripresa a 360º. La camera riprende sempre il suo viso emozionato, che appare sullo schermo e, dopo il fragore di mille applausi, il sipario cala ancora una volta.

Viene lasciato il posto a “Gangs of New York”. E noi tutti ci sentiamo in dovere di ringraziare questo grande uomo dalla grande umiltà per il suo contributo, la sua professionalità, la sua arte. 

Autore: Alessandra Rago 

Fotografie: Alessandra Rago

About The Author

Alessandra Rago

Mi chiamo Alessandra, vengo dalla meravigliosa Napoli e vivo qui a Berlino da 2 anni. Sono un'ex-ballerina, ma la danza fa sempre parte della mia vita. Studio "Anglophone Modernities in Literature and Culture" presso l' Universität Potsdam, adoro la cioccolata, amo cucinare ma anche fare tanto sport. Mi mancano la mamma, il sole, il mare e la pizza ma, in fin dei conti, non c'è nulla che un buon libro e un po' di immaginazione non possano ricostruire e reinventare. Vivo a volte tra le nuvole e mi perdo nei miei pensieri ma al momento giusto so essere determinata e forte. Segni particolari: Non mi arrendo mai!

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