Gedachniskirche

Gedachniskirche
Photo Credit To Matteo Avanzi

Posizionata nel cuore di Charlottenburg, uno dei quartieri più belli di Berlino, la Gedachniskirche è uno dei luoghi maggiormente conosciuto della città, sia per la sua posizione nel cuore dello shopping commerciale cittadino, sia per il forte carattere storico che rappresenta.

È caratterizzato da due chiese. La “vecchia” e la “nuova”.

La “chiesa vecchia”, voluta dal Kaiser Guglielmo II, fu edificata tra il 1891 e il 1895 secondo il progetto di Franz Schwechten e si estendeva per una superficie di circa 2.700 mq. per un’altezza complessiva di 113 m. Aveva una capienza totale per ben 2.000 persone.

Realizzata in stile neoromanico è caratterizzata dal tono massiccio dei suoi elementi architettonici, ulteriormente evidenziati dall’uso della pietra arenaria.

La chiesa “nuova” fu realizzata dall’architetto tedesco Egon Eiermann nel 1962, a seguito del conferimento dell ’incarico di progettazione risalente al 1959.

Caratterizzata da una struttura in cemento armato a pianta ottogonale, con pareti anch’esse in cemento armato con la caratteristica forma a nido d’ape, le cui “celle” ospitano al loro interno delle superfici vetrate di colore blu elettrico ( ben 21.292 pezzi), conferiscono all’ambiente interno un formidabile e suggestivo effetto scenico direi quasi surreale.

Entrando si viene letteralmente accolti da una statua di Cristo, posizionato sulla parete retrostante l’altare in maniera sospesa. Opera dell’artista Karl Hemmeter, alta 4,5 m per un peso complessivo di circa 6 quintali è interamente realizzata in lega di Rame e Zinco.

IMG_4253
Photo: Matteo Avanzi

Lateralmente si trova la fonte battesimale, realizzata in alluminio e porzioni di marmo di Carrara. È inoltre presente un organo con ben 5.000 canne.

Una luce blu elettrica avvolge l’intero ambiente, conferendo al visitatore una sensazione di pace e turbamento allo stesso tempo.

All’estero si trova l’altrettanto imponente torre campanaria, alta 53 m per un diametro di 12, a forma esagonale.

Nel primissimo progetto di Eiermann, era prevista la demolizione completa dei ruderi della vecchia chiesa sopravvissuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un imponente sollevamento popolare evitò che il progetto originario prendesse piede, evitando quindi la scomparsa definitiva di un importante tassello storico di Berlino.

A seguito di un importante opera di restauro, che ne ha evitato una ricostruzione “in stile”, lasciando la sua nuova immagine “sgraziata” a testimonianza degli orrori della guerra (non a caso soprannominata il Dente Bucato), oggi è un importante luogo di testimonianza del passato, ospitando all’interno una mostra permanente con foto e immagini originarie che testimoniano in maniera completa la storia dell’edificio, dalla sua costruzione sino ai giorni nostri.

In questo luogo suggestivo di Berlino si è riusciti in maniera brillante a coniugare passato e presente grazie ad una combinazione equilibrata di linguaggi architettonici apparentemente diversi e divergenti tra loro (come tutto il carattere architettonico di Berlino, d’altronde…).

Simbolo della Berlino divisa durante tutto il periodo della Guerra Fredda, oggi è a ragione uno dei punti di riferimento di tutta la città.

Autore: Vincenzo Guzzo

About The Author

Vincenzo Guzzo

Arch. Vincenzo Guzzo Architetto libero professionista, svolge la sua attività sia in Italia ( prov. di Milano) che a Berlino. Si occupa di progettazione architettonica e direzione lavori, dal residenziale al direzionale, sia nel campo privato che pubblico.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *