Intervista a Flavio de Giusti

Intervista a Flavio de Giusti

STORIE di ITALIANI a BERLINO

La Germania, negli ultimi anni, si è confermata destinazione ambita da tanti giovani ed adulti, provenienti dall’Italia e da tutte le parti del mondo. Ognuno cerca qualcosa nella vita, e, nel mentre, si esplora la vita stessa. Si dice che a Berlino in molti abbiano trovato se stessi, pochi restano scontenti e tanti si realizzano.

Oggi vi racconto la storia di Flavio de Giusti, maestro di musica, 32 anni di Olevano Romano nella provincia di Roma.

Da quanto  tempo sei a Berlino? Perché proprio Berlino?

Vivo a Berlino da quattro anni, ma, in realtà, negli anni precedenti ho già vissuto qui per alcuni mesi e ho frequentato corsi di preparazione all’università. Ho studiato il tedesco al liceo linguistico e poi all’università, quindi ero già abbastanza propenso al trasferimento in Germania, in più, tramite la mia famiglia avevo delle conoscenze di musicisti qui, per questo non ho pensato a nessun’altra meta se non Berlino. Inizialmente non sapevo cosa aspettarmi da questa città, vivendoci mi sono reso conto che delle volte è incredibilmente sorprendente, non smette mai di stupirmi.

Di cosa ti occupi?

Suono la chitarra da quando avevo 11 anni e adesso, dopo non aver mai abbandonato questa passione, anzi coltivata senza sosta, mi occupo proprio di questo. Insegno musica in due scuole. Impartisco lezioni di musica in un liceo ed in una scuola privata, per cui ho studenti di tutte le età. Faccio anche parte di una band , i “clvb of rome”, suoniamo musica elettronica e ci esibiamo dal vivo, alcuni giorni fa siamo proprio stati intervistati durante una trasmissione radiofonica su radio Fritz. In più insegno musica privatamente, da alcuni anni ho abbracciato anche il pianoforte.

Perché hai lasciato l’Italia?

Sono stato quasi come intrappolato da Berlino, ero abituato a viaggiare e per diverse volte sono tornato in Germania che con me si è comportata proprio da calamita fino a quando non mi sono trasferito a Berlino nel 2012. In realtà non sono stato io a lasciare l’Italia, posso dire che è stata Berlino a rapire me.

Che difficoltà hai riscontrato quando ti sei trasferito?

Inizialmente penso di aver riscontrato le classiche difficoltà che chiunque bene o male incontra, come trovare casa con regolare contratto o lavorare senza però in realtà essere sfruttati. Questa è una realtà molto diffusa, purtroppo, soprattutto tra italiani. Il tutto sta nel rischiare e mettersi in gioco senza aver paura, uscire da quel limbo iniziale in cui per forza di cose ci si ritrova. Per quanto riguarda la cultura tedesca, invece, non ho avuto disagi in quanto ero già abituato ad avere a che fare con i tedeschi avendo vissuto anche a Sud della Germania, ma, a parte ciò, mi piace la loro cultura, spesso è solo una questione di pregiudizi, quando non si conosce l’interlocutore si tende ad essere diffidenti, ma in realtà qui in Germania vige un senso di civiltà assai più grande di quello italiano.

Cosa ti piace di Berlino?

Venendo da un paesino di campagna non posso che non apprezzare i tanti parchi di Berlino, laghi, boschi, insomma tutto ciò che è natura. Inoltre mi piace molto vedere persone in bici con aria spensierata, magari che fischiettano, mi sembra che la gente qui sia in pace con se stessa, e se si aggiungono tutti coloro i quali vengono in questa città per realizzarsi allora non si potrà non avvertire l’enorme flusso di energia positiva che fluttua nell’aria.

C’è qualcosa che non ti piace o che se potessi cambieresti?

Questa domanda mi mette un attimo in difficoltà; sinceramente sono molto contento di questa città, sto bene e mi fa sentire bene, mi sento al posto mio. Se potessi cambiare qualcosa forse preferirei meno formalità, a volte c’è troppa serietà nell’approccio verso tutto, come è anche vero che, al contrario, mi è capitato di incontrare ciarlatani, i quali si spacciano per qualcosa che non sono causando quindi inconvenienti poco gradevoli. Per il resto Berlino è perfetta così.

Ti manca l’Italia? Pensi di ritornarci?

Mi mancava prima di trovare la mia dimensione. Nei momenti di sofferenza si pensa subito all’Italia, chiaramente, ma io credo che se qualcuno decide di partire ed intraprendere questo viaggio, deve provarci fino in fondo senza arrendersi, perché prima o poi si riesce a trovare il proprio spazio. Bisogna portare a termine la decisione presa. In ogni caso, l’Italia non mi manca, anche perché ogni tanto torno a casa per diversi giorni e mi sembra sempre che nulla sia cambiato, in più quando si va via, qualcosa la si perde, le amicizie si affievoliscono, la gente cambia e cresce, i diversi ritmi di vita dividono le strade. Devo però dire che tanti paesaggi mozzafiato che ritrovo in Italia, qui, posso anche dimenticarli.

Per quanto riguarda il ritornarci non credo, ora come ora la mia idea futura è quella di rimanere a Berlino, ovviamente mai dire mai nella vita.

Cosa offre questa città ai giovani artisti come te?

Molta visibilità e possibilità di collaborazioni di tutti i tipi, soprattutto riguardanti lo stesso piano. È consuetudine trovare persone molto importanti e di fama mondiale a lavoro con giovani dilettanti, in modo del tutto naturale, con rispetto e modestia. C’è tanta condivisione degli spazi artistici e poca competitività, il che sprona un po’ tutti a scambiare saperi ed esperienza e a crescere.

Hai progetti futuri da realizzare qui a Berlino?

Sì, voglio continuare ad insegnare sicuramente, perché mi piace molto, in realtà provengo da una famiglia composta per la maggior parte da insegnanti, penso di avercelo nel sangue l’insegnamento, quindi uno dei prossimi obiettivi è anche quello di trovare altre scuole. Con la mia band pensiamo anche di registrare un disco, ed io sono contento così, riesco a vivere con la musica e questo è quello che più mi interessa.

Cos’è per te la musica?

La musica è tutto quello che faccio, è la mia vita. Sin da piccolo sapevo che avrei dedicato la mia vita alla musica e che in qualche modo il mio lavoro avrebbe avuto a che fare con la musica, non sapevo ancora in che modo ma era un desiderio così forte che alla fine mi ha portato oggi qui, a vivere di musica. Berlino mi ha aiutato proprio in questo, a capire in che modo avrei potuto lavorare con essa, infatti è qui che ho iniziato ad insegnare. Ho fatto una scelta e mi sono messo in gioco a livello personale e professionale, e devo dire che ha funzionato e le mie prime soddisfazioni sono arrivate.

Cosa vorresti dire a tutti coloro i quali hanno la passione per la musica ma sono indecisi se dedicarsi ad essa?

Anch’io in passato cercavo risposte e nel momento in cui ho smesso di cercarle le ho trovate dentro di me. Per far davvero qualcosa bisogna crederci, la fiducia in se stessi è un grande punto di forza che muove tutto. Io penso che finché non ci credi davvero non puoi far qualcosa di concreto. È importantissimo tentare, provare sempre, anche sbagliando, anzi, le cose migliori vengono fuori dagli errori.

Autore: Enza Granato

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Enza Granato

Ciao, sono Enza Granato, ho 27 anni e vengo da Fasano, Puglia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione e vivo a Berlino dal 2013. Nel tempo libero mi piace scrivere, dipingere e ballare. Parlo inglese, tedesco e spagnolo.

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