FUTURIUM, dove il Futuro è già presente

FUTURIUM, dove il Futuro è già presente

FUTURIUM, dove il Futuro è già presente. Apertura del museo del futuro a Berlino con entrata gratuita.

Il Futurium è un posto dove non basta passare un solo pomeriggio, serve una giornata intera, oppure, visto che questa stupenda iniziativa è gratuita, ci si può andare a più riprese.

Ci siamo andati il terzo giorno dell’inaugurazione, Domenica 8 Settembre, e la fila per entrare era lunghissima, le persone hanno sicuramente aspettato ore. Per fortuna come stampa siamo passati velocemente dall’entrata Nord, e da lì è cominciato un meraviglioso viaggio nel futuro.

Saliamo subito al secondo piano per vedere la mostra “Wie wollen wir Leben” (come vogliamo vivere) , e veniamo immediatamente trasportati in un mondo futuristico ma neanche troppo, il futuro è già qui.

Al centro della sala principale, che offre una bellissima vista sulla Sprea, troneggia un’enorme scultura in legno e metallo creata facendosi ispirare dalla struttura ossea del corpo umano.

Per costruirla i tecnici hanno dovuto indossare degli occhiali 3d per riuscire ad assemblare i pezzi. Tutto intorno a questa scultura si trovano moltissimi tavoli, molti dei quali interattivi, che ci raccontano in immagini,  progetti 3d, video, simulazioni, come questa nostra Terra potrebbe essere salvata grazie alle energie rinnovabili e grazie ad un’architettura ed un urbanistica volta a ridare alla natura il giusto peso e soprattutto a ritrovare l’equilibrio ormai perduto tra esseri umani e la Terra che ci ospita.

Ci vengono mostrate ipotetiche città del futuro e innumerevoli possibilità di sfruttare l’energia solare, eolica (per esempio pale eoliche a 300 metri di altezza su mare), e come le costruzioni di palazzi e città intere potrebbe avere , e in parte già ha, un grande impatto sulla qualità dell’aria che respiriamo, sulle emissioni di Co2. Su un’intera parete viene lasciato spazio e tantissimi progetti architettonici contemporanei, che ci mostrano uffici e città dove ovunque ci sono spazi verdi, dove i trasporti avvengono sotto terra, dove i rifiuti vengono riciclati al 100% e dove la gente torna a respirare aria pulita.

 

Ma non sono solo visioni futuristiche,  il futuro si mischia col presente e progetti giá in pianificazione o già attuati vengono anche presentati. Il visitatore ha sempre la possibilità di dire la sua, grazie al chip con un codice personale  che gli viene consegnato all’entrata, può partecipare ai sondaggi, essere interattivo, e salvarsi per sé le informazioni più importanti, e ritrovarle con ulteriori approfondimenti nella pagina web.

La mostra nel Futurium presenta diversi piani futuri e li discute: come vogliamo lavorare e vivere nel futuro? Quali tecnologie utilizziamo e come le usiamo? Come possiamo soddisfare le nostre esigenze senza danneggiare ulteriormente la natura? Come vogliamo vivere insieme?

In questa parte del museo siamo costretti a farci queste domande, ma la cosa bellissima è che guardando i progetti in corso o le idee presentate, la soluzione sembra a portata di mano.

Sempre sullo stesso piano quindi si passa in una parte più tecnologica, con reparti dedicati alle invenzioni, ai robot, alla scienza del genoma umano, alla tecnologia in tutte le sue sfaccettature, ma sempre con un occhio alle invenzioni e alle scoperte recenti. E il tutto con la possibilità, sempre, di interagire, di approfondire, di sperimentare su se stessi. Non si finisce mai di imparare al Futurium, il tempo é troppo poco per guardare nel dettaglio ogni parte dell’esposizione, già sappiamo che ci torneremo e che questo é un posto dove le classi delle scuole devono assolutamente andare in visita.

Saliamo al piano di sopra, sul tetto e percorriamo il corridoio chiamato Skywalk. Questo corridoio sul tetto dell’edificio  é all’interno del “Mare solare”, una selva di collettori per l’energia fotovoltaica e di pannelli solari termici. ⁣⁠

Ovviamente tutto il Futurium è un edificio ad altissima sostenibilità ed efficienza energetica. Produce quasi esclusivamente energia pulita ⁣⁠

grazie ai pannelli fotovoltaici e ai collettori solari, e gli appositi collettori raccolgono l’acqua piovana e la utilizzano per il raffreddamento dell’edificio e l’annaffiatura delle piante nella zona circostante.  La vista che abbiamo dallo skywalk è bellissima, lo sguardo arriva fino al Reichstag e oltre.

Nell’ultima ora che ci rimane scendiamo al piano di sotto, il LAB, dove ci si può perdere in diverse attività. Ce n’è per tutti, grandi e piccoli. Mi cade subito l’occhio su una costruzione luminosa e frusciante che sembra viva. Si muove ed emette luce  -a seconda di come i sensori percepiscono i visitatori e i numerosi computer decentralizzati valutano i segnali. È la Noosphere: anche se sembra che sia stato assemblato spontaneamente, segue un intricato piano di costruzione: ogni cosa ha il suo posto nella sfera fatta di acciaio, acrilico e resina.

Un’entità complessa come un film di fantascienza che sembra reagire e comunicare, costruita dal canadese Philip Beesley. Già la vista di tanta bellezza potrebbe bastarmi ma non è finita qui.

Intelligenze artificiali ti invitano a creare della musica, una cabina simile a quelle per fare le foto passaporto è in grado di dirti per quale partito hai votato a seconda della tua fisionomia, ci si può immergere molto profondamente nei dettagli delle singole costruzioni con dipendenti del museo estremamente disponibili.

Il tempo é scaduto. Saturi di tanta informazione e consapevoli che il Futurium diventerà uno di quei posti dove andare regolarmente a Berlino, grazie anche allo svariato programma che cambia ogni mese (tra cui mostre speciali nel seminterrato), ai workshop, alle visite guidate fatte appositamente per le famiglie e per gli studenti. Ovviamente tutto il Futurium é senza barriere architettoniche ed è anche predisposto per i non udenti.

Il Futurium è un progetto iniziato da istituzioni e reti scientifiche di diverse imprese e fondazioni e dal governo federale tedesco a Berlino. Funge da “luogo di presentazione e dialogo su scienza, ricerca e sviluppo”.

È stato  progettato dall’ufficio berlinese Richter Musikowski Architekten e finanziato dagli azionisti dell’ organizzazione senza scopo di lucro Futurium gGmbH, fondata il 15 luglio 2014.Il suo compito è quello di “gestire questo luogo per la presentazione e il dialogo su sviluppi scientifici, tecnici e sociali di importanza nazionale e internazionale”. Il Futurium è quindi dichiarato “una piattaforma indipendente per il dialogo e il collegamento in rete tra stato, scienza, impresa e società”

Orari di apertura: dalle 10 alle 18, anche il giovedì fino alle 20. Il martedì il Futurium rimane chiuso.

Ve lo consigliamo vivamente! È un luogo dove la mente viaggia a braccetto con la coscienza, e viene una gran voglia di fare qualcosa di concreto per la nostra amata Terra.

Indirizzo:
Alexanderufer 2
10117 Berlin

+49 (0)30 40 81897 0
info@futurium.de

About The Author

Ruth Stirati

Sono Ruth Stirati, sono a Berlino dal 1993 e laureata in biologia molecolare. Ho tre figli perfettamente bilingui nati nel 2003, 2005 e 2007. Dopo aver lavorato per 10 anni come biologa , nel 2007 ho fondato la ditta Case a Berlino e 3 anni dopo ho ideato insieme ad altri professionisti il portale Berlinitaly. Dal 2009 ho cominciato a scrivere per il blog italiani a berlino, da sempre un punto di riferimento per tutti gli italiani in arrivo, e ora con Matteo dirigo il magazine del portale Berlinitaly, nato alla fine del 2015! Lavoro come Content Manager per Sparheld e come Social Media Manager per Case a Berlino. Nel frattempo ho imparato a creare e seguire pagine Instagram per clienti esterni. Da Agosto 2019 ho cominciato a studiare la mia grande passione: psicologia animale che mi porterà ad essere una comportamentalista animale certificata entro un anno. La mia passione sono la natura, tutti gli animali, i viaggi, la vita sana, il mio coro pop con il quale canto in tutta Berlino dal 2014 e la cucina vegana grazie alla quale ho ritrovato energia e benessere! Sono curiosa, empatica, solare e amo ridere e cercare di trovare il lato positivo in tutte le sfide delle vita. La mia più grande sfida al momento é trovare il sole durante il lunghissimo inverno berlinese!

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