Einschulung

Einschulung
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La scuola a sud delle Alpi inizia a settembre, ma ormai ogni mamma italiana di mia conoscenza con figlio seienne ha già nell’armadio i grembiulini con i ricami più belli, gli zaini più trendy, i quaderni e le penne, con un luccichio negli occhi che solo chi c’è passato può capire. Voglio dire, è il primo giorno di scuola!!

Ma in questo caso, posso affermare per esperienza che anche i nostri amici teutonici si permettono di emozionarsi, e di emozionare: il primo giorno della Grundschule è un rituale, una festa paragonabile per tenore alla prima comunione, forse ancora più sentito.

È un vero e proprio momento di passaggio celebrato in pompa magna: dal gioco del Kita si passa alle cose da grandi, e le famiglie si riuniscono per la cosiddetta Einschulung.

Un nuovo inizio è alle porte: attese, aspettative, timori, incertezze. L´Einschulung è tutto questo e molto di più.

Simbolo per eccellenza di questo giorno è l’indispensabile Schultüte; si tratta di un cono di cartone di varie dimensioni, comprato in  quasi qualunque negozio da agosto in poi, o preparato a mano dalle mamme più capaci, e riempito a cura dei genitori di dolci, materiale scolastico, piccoli gadgets e così via.

PH: Beni Rupp

La prima elementare comincia il sabato successivo all’inizio ufficiale della scuola: durante quella settimana, i bambini di seconda preparano uno spettacolo con il quale accoglieranno i primini nell’aula magna allestita a festa. I bimbi vengono fatti entrare e sedere sulle panche nelle prime file, mentre i genitori sgomitano per un buon punto fotografico; le bambine sfoggiano i loro abitini più principeschi e le trecce più architettoniche e qualche maschietto azzarda la cravatta; qualcuno cerca con lo sguardo il compagnetto d’asilo conosciuto per farsi coraggio a vicenda e tenersi per mano. Altri sembrano pulcini sperduti che riempiono di tenerezza.

Alla fine dello spettacolo e dell’introduzione del preside, i bambini vengono chiamati e smistati nelle classi. Il momento dell’attesa, in cui aspettano di sentir pronunciare il proprio nome, é denso di emozione e carico di entusiasmo, anche per i genitori. Dopodiché i bimbi vanno nelle aule per un momento di conoscenza iniziale, aprono il cono sbirciando in quello del vicino,  aspettano che i genitori, dopo un tempo che sembra sempre troppo lungo (quantomeno…a noi genitori!) salgano a prenderli. Magari portando un piccolo bouquet di fiori, che forse ai bimbi interessa meno dei Gummibärchen, ma nelle foto fa sempre scena…

Io ho avuto questa emozione due volte, per l’inserimento delle mie bimbe alla Hermann Nohl e per gli spettacoli fatti l’anno successivo, e lo stesso percepisco l’elettricità presente nell’aria. Al mio quarto Einschulung ho anche capito il discorso del preside…e probabilmente era anche ora!

Questo sabato a Berlino questa emozione si ripete per tanti bambini e tanti miei amici con figli più piccoli,   e ammetto di provare quasi un po’ di nostalgia per questo rito. Ma di una cosa sono sicura: la canzoncina, sempre uguale, cantata dai bimbi dello spettacolo nella nostra scuola mi resterà sempre impressa come un motivetto di quelli che si canticchiano soprappensiero: Lunedí chiusin chiusino…

Autrice: Monica Ambrosetti

About The Author

Monica Ambrosetti

Sono Monica e sono a Berlino dal 2013. Affronto la mia battaglia quotidiana con il tedesco ma ho imparato come si usa il doch. Amo leggere, cucinare, la montagna e Harry Potter. Il mio sogno nel cassetto è andare a Hogwards.

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