DER OSTERHASE E BEDA IL VENERABILE ARRIVANO FINO IN CAMPANIA

DER OSTERHASE E BEDA IL VENERABILE ARRIVANO FINO IN CAMPANIA

Una delle cose che ho trovato sempre molto simpatiche in Crucconia sono i festeggiamenti per la Pasqua. Der Osterhase, il coniglio pasquale, arriva nei giardini di casa per nascondere le variopinte uova di Pasqua, che verranno poi cercate per diletto dai più piccoli la domenica mattina e stipate nei loro cestini. Si tratta di due simboli di rinascita e fertilità, rispettivamente uova e coniglietti appunto.

Pare che questa tradizione sia legata alla divinità pagana Eostre o Ostara, da cui poi i vocaboli in tedesco “Oster” e “Easter” in inglese e ce ne parla per la prima volta il monaco benedettino e storico anglosassone, Beda il Venerabile, nel 725 d.C., nel suo trattato “De temporum ratione”: si tratta di una divinità legata alla rinascita e alla luce e infatti siamo sempre vicini anche ad eventi astronomici, quali l’equinozio di primavera. Si narra che un’annata la dea Eostre sia giunta in ritardo ad annunciare la primavera e che abbia trovato un uccellino morto per il freddo e così mossasi a compassione gli diede nuova vita nei cieli sotto forma di costellazione della lepre, ma una molto speciale, perché poteva fare le uova (memore della sua precedente vita da uccello) e perché ogni anno poteva tornare sulla terra a distribuire i suoi doni preziosi tra i bambini.

Ecco che in ogni Grundschule o anche nel più scartellato Kindergarten di Berlino ogni bimbo torna col suo cestino o, man mano che si cresce, con un sacchetto con un coniglietto in versione rapper: occhiali da sole scuri, cuffie musicali ecc…., come in questa foto a casa di amici.

A casa mia, come del resto facevo in Italia coi rami di mandorlo, ho fatto anche quest’anno l’Osterbaum, l’albero pasqualino con tutti i ninnoli che si rispettino qui a nord…solo che ho usato rami di nocciolo. Ce ne è per tutti i gusti e dappertutto, ossia a: DM, Rossman, Lidl, Aldy, Penny e da Woolworth e soprattutto per tutte le tasche, a pochi centesimi di euro. Tutto piuttosto standardizzato, ma tant’é!

In questi giorni sono scesa dalla Germania al Bel Paese e i primi giorni stridono nette le differenze: freddino a Berlino e soleggiato nel sud Italia e passo così dal piumino alle maniche di camicia, perché ho caldo. I miei amici mi prendono in giro, dicendomi che mi sono crucchizzata. Poi le buche di Roma non possono nemmeno essere paragonate all’asfalto, pur “imperfetto”, di Berlin. Mi ritrovo nella ridente Santa Maria Capua Vetere, finisco ciò che mi aveva portata lì e, tornando alla macchina, mentre parlavo con una persona, vengo risucchiata da una vetrina di un negozio. Accanno frettolosamente la predetta e m’infilo dentro: mi garba molto questo posto di gusto francese, è pieno di fiori colorati (adoro piante e fiori) e di oggetti interessanti, tra cui tantissime decorazioni di Pasqua. Per un attimo mi chiedo se sono in Crucconia, ma non è un gusto più raffinato e sofisticato dei ninnoli tedeschi, questo posto ha un che di francese e i prodotti non sono standardizzati cinesi, ma artigianali, cioè uno diverso dall’altro. Ormai ho sviluppato un gusto – in un certo qual senso germanizzato- per le corone da appendere alla porta e così il mio acquisto cade su questo genere di articolo e sull’immancabile coniglio pasquale, made in Campania ma di sapore francese, non so un qualcosa tipo “Il favoloso mondo di Amélie”. Entro, scelgo rapidamente, come mio solito e mi metto a chiacchierare con la gentile proprietaria, che mi spiega che sua sorella è l’artefice di questi gioiellini e che vende anche on-line…secondo me piacerebbero molto a Berlino: dalla gallinella alla corona pasquale e  così via…giudicate voi…

Direi quindi che questa sensibilità artistica e decorativa non è una prerogativa soltanto tedesca, ma anche italiana. A mio avviso il nostro Paese si distingue ancora per molti prodotti tipici e artigianali, anche se quello che ci manca è talvolta un’organizzazione  per così dire “tedesca” o maggiori mezzi economici a lanciare questi prodotti fuori dai confini domestici. In questo caso si tratta di Très Bien made in Italy” di Anna Brigida Maiorano.

Concludo con il detto delle nostre parti: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ecco, a questo punto, mi viene da aggiungere: passatelo con chi volete, familiari, amici, italiani, tedeschi, ma festeggiamolo bene e che sia una vera rinascita, allietata da tutte le decorazioni possibili e ninnoli internazionali. Buona Vita !

 

Autrice: Violetta

DISSONANZE vuole essere una piccola rubrica ove parlare di alcune “divergenze” percepite da un occhio italiano a Berlino, contrasti che potrebbero essere più formali che sostanziali, se si vuole essere europei e sintetizzare molteplici aspetti culturali, che convivono molto bene qui. Leggi gli altri articoli

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Violetta

Sono italiana e faccio su e giù tra Berlino e Roma dall'estate del 2014. Amo il mare, stare all'aria aperta, leggere ed imparare cose nuove, nonché viaggiare in compagnia. In BerlinitalyPost parlo di alcune "divergenze" percepite da un occhio italiano a Berlino; contrasti che potrebbero essere più formali che sostanziali, se si vuole essere europei e sintetizzare molteplici aspetti culturali, che convivono molto bene qui a Berlino.

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