Vivere alla pari

Vivere alla pari

Non si finirà mai di dirlo: le possibilità di viaggiare sono infinite. Se in più si è giovani, le opportunità si triplicano. Dopo aver parlato di progetti come WWOOF e Work and Travel, vi presentiamo oggi il diffuso progetto alla pari. Le ragazze che vogliono vivere alla pari, vengono chiamate in genere così dalla parola francese “au pair” che dà il nome all’intero progetto, cominciato all’inizio del ‘900. Il programma è particolarmente indicato per le ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni che vogliono trascorrere un periodo di almeno un anno all’estero.

Aderendo a questa iniziativa, è possibile vivere in un altro paese per almeno 12 mesi in una delle maniere più economiche: vitto e alloggio sono inclusi e ricevete anche una paghetta settimanale. In più si ha diritto ad almeno un giorno libero a settimana e minimo 2 settimane di ferie pagate. In cambio, durante il vostro periodo di permanenza, dovrete occuparvi dei bambini della famiglia ospitante e magari aiutare in piccoli compiti della vita domestica. Non sarete trattate come una tata, ma sarete considerate parte integrante della famiglia.

Tipologie di lavoro

Forse non tutti sanno che possono essere preventivati diversi tipi di impegno per questo programma. In genere un’au pair classica deve lavorare almeno 5 ore al giorno più alcune serate di baby sitting. È previsto un giorno libero a settimana più alcuni pomeriggi e sere libere. Una demi pair ha un orario ridotto, in genere 3 ore al giorno, e si occupa delle faccende domestiche, oltre che far da baby sitter per alcune serate. Si diventa un vero e proprio dipendente, in qualità di au pair plus che lavora generalmente 40 ore settimanali. Una forma particolare di questo programma è invece il mother’s help o “aiuto madre” che aiuta appunto la madre nelle faccende domestiche e in più anche come baby sitter per un totale di 50 ore settimanali e quindi non più di 10 ore al giorno. Ovviamente questi servizi sono sempre retribuiti con una paga settimanale che si aggira attorno ai 100 euro.

Il tipo di lavoro che si può svolgere varia però a seconda dell’agenzia con cui si entra in contatto: infatti, ognuna di loro ha diverse tipologie e contratti di cui bisogna tenere conto e fare affidamento, indipendentemente da cosa possa esserci scritto su articoli come questo.

Requisiti

Oltre all’età, un altro requisito importante è avere già delle esperienze con i bambini. Non basta solo aver piacere nel prendersi cura di loro, ma è anche ben visto essere già entrati in contatto con loro, badando ad es. ai propri nipotini, cugini, ecc. Bisogna essere in buona salute e non fumare. Spesso può anche essere richiesta la patente, a seconda di dove si trovi la vostra famiglia ospitante e se quindi sia necessario dover guidare o meno. Infine, è importante avere almeno terminato le superiori e soprattutto parlare un minimo la lingua del posto per poter capirsi con la famiglia ospitante. Non serve una conoscenza perfetta, ma il minimo per farsi comprendere: di certo durante il vostro soggiorno non mancheranno le possibilità per poter migliorare.

Ma di tutti il requisito fondamentale e, purtroppo variabile, da cui dipende l’intero programma è piacere e andare d’accordo con i genitori del pargolo che dovrete assistere. In certi casi tutto il resto potrebbe anche essere dimenticato. Se tra di voi ci sono delle buone vibrazioni e riuscite a convincere la vostra futura famiglia, la speranza di fare le valigie e partire non sarà più tanto lontana.

Al giorno d’oggi non ci sono limiti o barriere che tengano: il viaggio e lo scambio culturale sono qualcosa di imprescindibile, a cui è davvero un peccato rinunciare. Vivere alla pari è solo una delle tante opportunità che possono essere prese al volo e che sono motivo di crescita professionale, ma anche e soprattutto personale. Sebbene le ragazze sono molto più preferite per questo programma, non è totalmente preclusa l’esperienza ai ragazzi, basta solo farsi avanti ed avere i giusti requisiti.

Link utili dai quali partire

http://www.greataupair.com/

https://www.aupairworld.com/it

http://www.culturalcare.it/

Avete partecipato ad un’esperienza simile? Lasciate un commento e raccontatecela!

Autore: Valentina Lo Iacono

Post source : maribu

About The Author

Valentina Lo Iacono

Appassionata di lingue, letteratura e ogni aspetto culturale che possa essere definito tale. Ama viaggiare e dedicarsi alle attività collaterali che un viaggio comporta. Di recente ha maturato anche un forte interesse per la tecnologia, che le offre degli spunti interessanti per la stesura di alcuni articoli. Qualche anno fa è approdata a Berlino e ancora non se n'è andata. Quando non scrive qui, la trovate su Cocktail di libri, un blog dedicato alla lettura e a riflessioni sull'italiano.

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1 Comment

  1. CHIARA

    Non è assolutamente vero! non fate mai questa esperienza! ho fatto l’oupair in Germania per sei mesi e sono tornata a casa piangendo, non è assolutamente facile occuparsi di uno o più bambini per 5-6 ore per 5 giorni al giorno è stressante, non hai tempo per te e spesso succede che la famiglia ospitante ti tratta inizialmente bene come dovrebbe fare, ma è solo una faccia della medaglia, piano piano con il passare dei mesi ti trattano come se fossi una vera e propria baby sitter ….specialmente i tedeschi non capiscono che sei li per fare un esperienza interculturale e a o apprendere la lingua, per loro il fatto che debbano pagarti e che ti mettano a disposizione stanza e cibo è anche troppo …pensando che tu sia li perché non puoi permetterti i costi di un affitto e di un corso,a me è capitato di entrare in un negozio di elettronica con la madre del bambino e mentre stavo acquistando un articolo a basso prezzo mi sono state dette testuali parole “te lo puoi permettere!?” Andai con la famiglia a visitare la casa della nonna e mi è stato detto “questa casa è un po come da voi” mi sono ritrovata davanti una casa piccola con arredamento povero e spazi stretti,passare giornate libere con questa famiglia è stata la cosa più deprimente, nessuna iniziativa culturale per te che sei straniera, quando mi è capitato di restare a casa con loro, nessun dialogo semplicemente una massa di ….. attaccati ai loro computer ipad e iPhone che ovviamente tengono tanto a farti sapere il prezzo
    piano piano iniziano ad escluderti…interpellandoti solo per discutere sul da farsi per il bambino, lasciandoti anche serate intere a casa da sola, col passare dei mesi non conti più ….
    Questa esperienza può essere bella per qualche mese forse uno o due quando sia per te che per la famiglia è tutto ancora nuovo….e non hanno quella confidenza necessaria per mancarti di rispetto..
    Se dovete scegliere una famiglia, contattatene una modesta, ,chiedete sempre di avere dei contatti delle vecchie precedenti oupair, si può dire che questa cosa è di necessaria importanza,contattatele per capire perché sono andate via.
    Le famiglie che cercano un’oupair spesso sono famiglie che credono di poter trovare una babysitter a basso costo.

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