STUDIARE per LAVORARE in GERMANIA

STUDIARE per LAVORARE in GERMANIA
Photo Credit To Jeffrey Smith

Opportunità di formazione per un futuro migliore.

I temi sulla formazione in Germania, e dunque anche a Berlino, sono ormai all’ordine del giorno perché sempre più stranieri, ed in questo caso italiani, hanno il desiderio di poter studiare e formarsi a Berlino. In realtà la Germania è piena di università da offrire, ma Berlino è la meta più gettonata in cui studiare proprio per essere la città del momento con il maggior numero di giovani ed al contempo di attrazioni per quest’ultimi. C’è chi viene a Berlino appositamente per iscriversi all’università, per la maggiore sono coloro che vengono supportati dai genitori e che dunque possono benissimo dedicarsi completamente allo studio senza doversi preoccupare di trovare il modo di affrontare le varie spese che la vita fuori sede impone; c’è al contrario tanta altra gente che a Berlino ci viene per mille svariati motivi, che non ha intenzione di studiare, ma semplicemente trovare un lavoro dignitoso, una casa in cui vivere ed iniziare una vita tutta da capo, con le varie problematiche e difficoltà che un trasferimento all’estero può comportare. Sono proprio quest’ultimi, per la maggiore, che con il passare del tempo si rendono conto che senza titoli di studio, o per lo meno senza le giuste e necessarie qualificazioni, trovare un lavoro rispettabile, con un altrettanto rispettabile stipendio, a volte può risultare molto difficile. Solitamente quando un italiano arriva a Berlino, senza titolo di studio e senza una conoscenza discreta della lingua tedesca, non trova lavoro facilmente, si finisce spesso perciò a lavorare in un ristorante italiano, da dove diventa poi difficile uscirne. Questo limita molto la crescita professionale e culturale dell’individuo. In molti si accontentano, ed è anche giusto così, perché ognuno ha delle proprie aspettative di vita e dei propri obiettivi da portare avanti, e meno male che nel mondo siamo tutti diversi altrimenti avremmo tutti le stesse ambizioni e dunque a nulla arriveremmo. Altri invece iniziano a capire come funziona il sistema, iniziano ad informarsi, arrivando a conoscenza di una realtà ben più diversa e più stabile per quanto riguarda i giovani tedeschi. La maggior parte di loro frequenta l’università o altri istituti adiacenti, studiano quasi tutti e lo fanno perché, dopo aver finito, il lavoro è certo. Ad oggi è stimato che quattro ragazzi su cinque vogliono formarsi professionalmente. Se studi, se hai competenze e capacità, qui lavori, perché la meritocrazia esiste, e come se esiste. Per quanto riguarda gli studenti universitari a Berlino, nell’anno accademico 2014/15, si è raggiunto un record massimo di iscritti, 171.274, per non parlare dei ragazzi e degli adulti che ogni hanno si iscrivono ai corsi di formazione che la città offre. Il sistema di formazione al lavoro in Germania offre varie opportunità e modalità di scelta, inoltre a costi accessibili a chiunque, anche dei meno abbienti. L’istruzione infatti è un tassello fondamentale per la vita di ognuno di noi e non dovrebbe essere un lusso, bensì un diritto di tutti.

Vi spiego in maniera abbastanza generale cosa prevede il sistema di formazione a Berlino, a cui chiaramente qualunque immigrato, con le opportune referenze, può prendere parte. Per i più giovani, e non solo, la scelta più comune ricade sull’Università, che come dicevo prima ha prezzi molto accessibili e alla portata di tutti, inoltre, gli studenti universitari, usufruiscono di tante agevolazioni e sconti a livello nazionale, dall’abbonamento per l’utilizzo dei mezzi al costo di un appartamento, o biglietti per musei, mostre e teatri, abbonamenti a giornali, tariffe telefoniche particolari, e molto altro. Un’altra opzione, molto presa in considerazione, è quella di fare una Ausbildung, dico una perché il nome in tedesco è femminile, ovvero un corso di formazione e di istruzione al lavoro. Mi spiego meglio: L’ Ausbildung è un corso che ti forma in modo preciso, pratico e tecnico, all’apprendimento di un determinato tipo di lavoro. Esso prevede, in base ai casi, da uno a tre anni di studio, senza l’affiancamento del lavoro correlato. Poi c’è la “duale Berufsausbildung”, ossia binomio lavoro-formazione; ciò prevede l’affiancamento del lavoro allo studio, ovvero colui che intraprende questo cammino dovrà frequentare una scuola, studiare e superare degli esami ed al contempo lavorare nell’ambito riguardante la materia di studio. La cosa fondamentale è che il lavoro è modestamente retribuito ed il costo della scuola è altresì basso. Questo permette a chiunque decida di voler avere un lavoro specifico e ben retribuito, di affrontare con abbastanza serenità quest’esperienza formativa per poi ottenere molti risultati e soddisfacimenti. Per poter accedere a qualsiasi tipo di corso, serve aver frequentato la scuola per almeno dieci anni, e dato il sistema scolastico tedesco, diverso da quello italiano, se dovessimo comparare la cosa, ciò equivale ai nostri cinque anni di scuola elementare più i tre anni di scuola media più i primi due anni delle scuole superiori. Inoltre, per gli stranieri, serve un certificato di conoscenza della lingua tedesca che può variare di fascia, con un livello minimo B1. Questa è la fase primaria dell’istruzione al lavoro, successivamente chi vuole o chi necessita, può seguire corsi di perfezionamento (Weiterbildung), corsi di formazione (Fortbildung) o ancora una riqualificazione professionale (Umschulung).

Ho intervistato Graziana, una ragazza italiana di 34 anni, residente a Berlino da 7 anni che ha deciso quest’anno di intraprendere proprio uno di questi corsi di formazione, con il subordinamento del lavoro. Il suo è un corso di formazione per diventare educatrice d’infanzia, ossia maestra d’asilo.  Vi riporto la nostra conversazione:

Perché hai deciso di venire proprio a Berlino e cosa facevi prima in Italia?

In  un primo momento mi trasferii a Berlino perché il mio fidanzato viveva qui, quindi in primis fu l’amore, ma in realtà avevo già studiato il tedesco  e nutrivo una passione per la lingua e la cultura tedesca, perciò in fondo non aspettavo altro che l’occasione giusta. Prima di partire studiavo Filosofia nel contempo lavoravo in un ristorante, ma poi ho lasciato tutto e mi sono diretta a Berlino.

Come è stato l’impatto con la mentalità tedesca?

Sono una che si adatta, non ho mai avuto nessuna grossa difficoltà, tranne che nel primo periodo per la lingua, dato che frequentavo per la maggiore solo italiani, ma quando poi mi sono allontanata la mia integrazione è molto migliorata come anche l’apprendimento della lingua, data la sua complessità.

Qual è la cosa di Berlino che ti affascina di più?

Prima di tutto la libertà, a Berlino si respira un senso di particolare libertà, si può fare quello che si vuole, sempre nei limiti e nel rispetto altrui. Sicuramente quando si è lontani dalla famiglia ci si sente più liberi, ma non è solo questo, la cosa va ben oltre. In più Berlino è una città non ancora costosa se paragonata alle altre capitali europee, si può vivere decorosamente anche con pochi soldi, poi mi piace la vita notturna, Berlino è davvero una città che non dorme mai. Può sembrare a volte grigia ma secondo me è molto bella ed ha degli scorci che riempiono il cuore.

Cosa sopporti di meno di Berlino?

Alcuni angoli della città abbandonati e degradati.

La cosa che più ti manca dell’Italia e quale sei felice di aver lasciato?

Soffro per la mancanza del mare, ma sono profondamente felice di aver allontanato la mentalità a volte un po’ troppo limitante che è ben diffusa in varie parti d’Italia. Purtroppo.

Qual è il tuo cibo preferito a Berlino?

Adoro le colazioni salate, classiche a Berlino, soprattutto quelle che mi prepara il mio fidanzato turco.

Qual è il tuo posto del cuore a Berlino?

Maybachufer, amo quella strada lungo il canale, mi trasmette belle sensazioni il camminarci.

Cosa consiglieresti a chi sta per trasferirsi a Berlino?

Io direi di non farlo, o meglio, bisogna avere un’idea ben precisa di quello che si vuole fare, è necessario avere un titolo di studio per poter avere un lavoro dignitoso o bisogna venire con l’intenzione di studiare e certamente di imparare la lingua, altrimenti si rimane incastrati a lavorare nella gastronomia, e quella non è vita reale, io ci sono rimasta per molti anni, ma finalmente adesso la mia vita ha preso un’altra piega, e ne sono contenta.

Quale pregiudizio verso gli italiani dovrebbero abbandonare i berlinesi? E quale pregiudizio verso i tedeschi dovrebbero abbandonare gli italiani?

Ecco, a volte noto che la gente pensi che noi italiani siamo dei fannulloni, che abbiamo voglia di far niente, non lo trovo vero, anzi, quando un italiano si impegna ha molte qualità e potenzialità. Mentre trovo i tedeschi dei finti precisi, possono sembrare molto rigidi e schematici, ma a parer mio è tutta apparenza.

Tre cose da avere/essere per vivere felici a Berlino.

Certamente avere una casa, un lavoro ed una vita sociale.

Come mai hai deciso di studiare a Berlino?

Perché non tornerò mai più in Italia, quindi devo provvedere a crearmi la vita che voglio, qui.

Trovi molte difficoltà nel fare l’Ausbildung a Berlino?

Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo no, lavoro con i bambini e loro mi adorano, anche se a volte avverto una sensazione di inadeguatezza, ma soltanto per la lingua. Invece per quello che concerne lo studio ho iniziato da poco e quindi qualche piccola difficoltà la riscontro, ma non per i contenuti, sempre e solo per la lingua.

Quante ore di scuola e quante di lavoro sono previste?

Frequento la scuola per 12 ore mentre lavoro in un asilo per 25 ore settimanali. In genere si lavora dalle 20 alle 28 ore a settimana, dipende dal contratto, il mio ha la durata di 3 anni.

Enza Granato

Autore: Enza Granato

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Enza Granato

Ciao, sono Enza Granato, ho 27 anni e vengo da Fasano, Puglia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione e vivo a Berlino dal 2013. Nel tempo libero mi piace scrivere, dipingere e ballare. Parlo inglese, tedesco e spagnolo.

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